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4 giugno 2018

Grazie Ross

Le bellissime parole della nostra Rossella Prospero dicono tutto.. con il cuore abbiamo vinto noi! 💙

“Non sono brava a fare discorsi di fine anno, non ne ho mai fatti, ma quest’anno è un anno un po’ particolare.
A fine anno scorso volevo smettere, troppo impegnativo conciliare lo sport con l’università con il rischio di non far bene nessuna delle due cose.
Poi, dopo la pausa estiva una chiamata con Michela mi ha fatto cambiare idea: mi ricordo ancora le sue parole “che onore Ross! Certo abbiamo posto per te, è una squadra molto unita ma sono tutte carine e gentili” (e la ringrazio di aver mentito su quest’ultima parte altrimenti ora non starei scrivendo questo papiro).
Ho avuto mille pensieri, mille dubbi: “cosa vado a fare a Marola (e dopo svariate trasferte con me le mie compagne possono immaginare che neanche sapevo dove fosse) in una squadra dove non conosco nessuno? Non mi troverò mai bene, magari mi prenderanno pure in giro (ed in effetti è stato così per il resto dell’anno).”
Poi però ho deciso di lanciarmi e sfidare me stessa (e il loro livello di sopportazione) e ho detto ‘proviamoci’.
All’inizio non è stato semplice, si sa che arriva per ultimo fa un po’ da stagista (…), ma la mia cara Isu già da subito mi ha rassicurato, mi ha fatto sapere che c’era per qualsiasi cosa e mi ha detto che erano tutte contente di avermi in squadra, ci sarebbe voluto solo un po’ di tempo per adattarmi.
E piano piano, con la giusta dose di bullismo nei confronti di una matricola (grazie Obi per aver continuato a mettermi l’acqua fredda in doccia finchè non me ne sono accorta) e dopo un rito di iniziazione un po’ particolare targato Marola (PISCIA NELLA GRATA) sono entrata ufficialmente a far parte di questa squadra e le ho conosciute tutte quante: la Laura (Buri) e la sua anaffettività, alla quale sono tuttavia riuscita a strappare BEN DUE ABBRACCI nelle ultime partite, la Ilaria e la sua mitica macchina trasferte (MI DICI DOVE DEVO ANDARE???), la Martina con la sua fobia dei passaggi a livello e i messaggi vocali infiniti , la Serena (Sebrena o Serenity) e le chiacchierate sotto casa sua dopo allenamento, la Pagu con i suoi articoli strepitosi e le sue perle (che dopo avermi conosciuta quest’anno non verrà mai a farsi visitare da me un domani), la mia nigga di fiducia Abigail (I want you and you want me too) a cui voglio un mondo di bene anche se mi ha fatto prendere un infarto ogni volta che le sono andata addosso, la Elisa con il suo grande cuore da mamma (e spero un giorno di poter essere un po’ come lei), e infine il mio alter-ego trentenne (tranne per un piccolo particolare nella zona del petto): la mitica Anna Fanchin – o Franchin o Fank – (mi raccomanda Robe la succlavia), che ricorderò per sempre con il pigiamino intenta a prendere il latte al distributore.
Sicuramente avrei preferito concludere quest’anno festeggiando una promozione in serie D assieme alla nostra coppa della Vicenza Cup, ma non è andata come speravamo.
Lo sport è bellissimo: ti regala emozioni uniche, e devo ringraziare voi che quest’anno me le avete fatte ritrovare, ma ogni tanto lascia anche l’amaro in bocca.
Però è anche questo il bello: ti fa imparare dai tuoi errori e ripartendo proprio da quelli ti insegna a non darti mai per vinto.
Chi dire? Mi mancherete tanto e mi mancherà assillarvi di domande due ore prima della partita (o farmi togliere i pantaloncini a fine partita davanti alle tribune) e sentirmi dire ‘Ross sei sempre la solita’.
Voglio ringraziare tutte quante e assieme a loro tutti i nostri mitici SUPPORTERS che non si sono lasciati intimidire da niente e da nessuno e ci hanno seguito dappertutto, da San Vito di Leguzzano a Pasquetta a Pove per l’ultima partita, con i loro strombazzamenti, cori e striscioni.
Un ringraziamento enorme devo invece a Michela, che mi ha reso parte di questa bellissima società, a Mara, che mi ha aiutato tanto con la sua splendida umanità, e a Mauro e Nadia, che credo si possano definire le anime (o meglio i fantasmi, dato che li trovate sempre in palestra) di questa società.
Vi voglio bene,
Ross”

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